01/01/2011: DALLA CORONA ALL’EURO

Il primo Gennaio 2011 sarà una data che gli Estoni ricorderanno per molto tempo. Prima tra le Repubbliche Baltiche sarà il diciassettesimo Stato dell’Unione ad adottare la moneta comune.

Il passaggio dalla Corona all’Euro sarà molto rapido: il periodo tecnicamente chiamato di “doppia valuta” (durante il quale si potrà pagare sia in corone che in euro) sarà di sole due settimane e terminerà il 14 Gennaio 2011. Le vecchie Corone si potranno cambiare anche dopo questo termine, quando andranno definitivamente “fuori corso”.

3 risposte a 01/01/2011: DALLA CORONA ALL’EURO

  1. L’entrata dell’Estonia nell’Unione Europea ed ora anche nell’Eurozona, pochi anni dopo della Finlandia che al tempo della guerra fredda nella sua neutralità era costretta ad essere più filosovietica che filoamericana, serve a marcare ancora più profondamente la separazione dalla Russia ed a scongiurare, forse per sempre, le mire espansionistiche di Mosca sul nord del Baltico.
    (da http://estonianbloggers.blogspot.com/2010/12/1-gennaio-2011-lestonia-adotta-leuro.html)

    • Gianluigi scrive:

      Non sono un analista politico e nemmeno un economista. Credo, però, che le “mire espansionistiche di Mosca sul nord del Baltico” siano terminate ben prima dell’entrata dell’Estonia nell’Eurozona…penso che i rapporti tra i due Paesi siano destinati a migliorare sensibilmente nei prossimi anni. Questo è un augurio e allo stesso tempo una speranza.

  2. Che le cose migliorino in un tempo futuro è naturalmente la speranza di tutti noi persone di buona volontà. Ma per attendere una vera rappacificazione tra Russia ed Estonia bisognerà attendere ancora alcune generazioni, perché quasi tutti gli Estoni contemporanei hanno le ferite ancora aperte. Per fare un esempio parallelo, oggi in Italia abbiamo la frontiera aperta con l’Austria e addirittura la stessa moneta (Euro) con la repubblica di Vienna, ma una situazione del genere nel 1918 (dopo un secolo di guerre conclusosi con quasi 700.000 Italiani morti ad Asiago, Gorizia e Caporetto) sarebbe stata davvero improponibile per la sensibilità collettiva di allora.
    La Russia di oggi è l’erede principale dello stato (l’URSS) che deportò ed uccise decine di migliaia di Estoni (leggere attentamente http://estonianbloggers.blogspot.com/2011/06/riassunto-di-storia-dellestonia.html ) al punto da far scendere il gruppo etnico estone dall’88% del 1940 al 61% del 1991. La barbarie sovietica fece una pulizia etnica che neanche 200 anni di zarismo dal 1721 al 1917 erano arrivati a tanto (vedere i numeri a http://estonianbloggers.blogspot.com/2011/05/popolazione-nellestonia-imperiale-russa.html ).
    La Russia attuale inoltre, come risultato finale del Patto Molotov-Ribbentrop, occupa ancora un territorio in violazione del Trattato Internazionale di Tartu del 1920 (vedere http://estonianbloggers.blogspot.com/2011/01/la-contea-di-petseri-petserimaa.html ) e non perde mai occasione per far sentire il peso della suo imperialismo anche in sedi diverse (vedere http://estonianbloggers.blogspot.com/2011/03/lavrov-blatera-sui-diritti-umani.html ).
    In definitiva, ribadiamo, il buon vicinato lungo le due sponde del fiume Narva è una speranza di tutti. Ma finché il vicino più grande non mostrerà segni di distensione, c’è da pensare che Mosca abbia ancora mire sul Baltico. Certo, il problema principale non sarà l’Estonia, bensì la situazione di Kaliningrad. Ma questo è un altro discorso.

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