Bellezze estoni: tra realtà e luoghi comuni

Diciamolo chiaramente: non sono pochi gli uomini che fanno una certa fatica a concepire un viaggio a queste latitudini che possa prescindere, in toto o in parte, dalle “bellezze locali”.
E l’Estonia , in questo senso, non fa ovviamente eccezione.
Qualche anno fa, l’edizione tedesca del settimanale Focus propose ai propri lettori un sondaggio, chiedendo in quale Paese europeo ci fossero le donne più belle, sulla base delle proprie esperienze e dei propri viaggi. I risultati furono per molti versi “scontati”: il 36% rispose in Italia e il 14% in Spagna. Come “scontato” sarebbe stato l’esito del sondaggio se a proporlo fosse stato l’edizione italiana dello stesso magazine. Insomma, la preferenza dipenderebbe in definitiva da dove si vive: chi è circondato da bellezze latine trova attraente l’eterea bellezza bionda con pelle diafana e viceversa.
E’ innegabile che, alla luce di queste considerazioni e tenendo conto di questi parametri la donna estone, è mediamente una gran bella donna.
Fino a qui, le ovvietà. Ora passiamo ai luoghi comuni. O se preferite alle leggende metropolitane. Una su tutte: le donne estoni si “sciolgono” alla vista dell’ homo italicus .

A questo proposito mi viene alla mente una celebre scena del film “Un sacco bello, in cui Carlo Verdone interpreta la parte di Enzo, un “coatto” romano che parte per la Polonia alla ricerca di facili conquiste…

Zavorrati, da una fama tutt’altro che lusinghiera, dobbiamo convincerci che la strada è tremendamente in salita. Le “chiassose comitive italiche all’arrembaggio” hanno aumentato in modo esponenziale la nomea negativa che ci portiamo dietro, facendo più danni della grandine.

E poi ci sono, come se non bastasse, una serie di problemi di natura … tecnico-tattica. In Estonia, parlano mediamente tre lingue. Conversano con gli stranieri abitualmente (e senza difficoltà alcuna) in inglese. Le nuove generazioni, dall’indipendenza del 1991 in poi, hanno viaggiato e viaggiano molto. Anche in Italia. Amano il nostro Paese, guardano a noi italiani con un misto di simpatia, di attrazione ma anche di sana diffidenza.
Nessuna speranza quindi? Né più né meno quelle che avreste a Oslo, a Stoccolma o a Mosca.
A canoni di bellezza invertiti, tutto sta nello scardinare (impresa tutt’altro che semplice) la rappresentazione grottesca “dell’italiano alla Enzo”, (vedi video) dimostrando di essere rispettosi e adottando un comportamento non stereotipato.
E se non dovesse bastare, fatevene una ragione e prendetela con filosofia. l’Estonia e Tallinn meritano, in ogni caso, un viaggio.
A prescindere come direbbe Totò.

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