Il risveglio della tigre baltica

E’ di questi giorni la notizia che la Finlandia ha chiesto, avanzando una proposta alquanto inusuale, il Partenone come garanzia all’economicamente dissestata Grecia. Il tutto inserito in un quadro finanziario-economico dalle tinte fosche e non solo in Europa.

Ma come sta l’Estonia? Evitando di addentrarci in tecnicismi, potremmo dire che il paziente che nel 2008 e nel 2009 versava in gravi condizioni, la “tigre baltica” (così venne soprannominata dagli esperti insieme a Lettonia e Lituania per sottolinearne il boom economico dei primi anni 2000) diventata un gattino spelacchiato “a rischio default”, ora sembra essere tornata a ruggire. Il celebre settimanale inglese “The Economist” ne ha voluto sottolineare la crescita economica, mettendo in evidenza alcuni, dati tra i quali spiccano:  

la crescita del PIL (prodotto interno lordo) nei primi tre mesi del 2011 del 8,5 % (record nello stesso periodo a livello europeo) e una consistente riduzione del tasso di disoccupazione, che pur rimanendo su livelli piuttosto elevati è passato dal 18,8% al 13,8%.
Secondo un’analisi pubblicata lo scorso 15 Giugno da Eesti Pank:

  • L’economia estone è entrata in un periodo di crescita molto rapida negli ultimi trimestri, principalmente per effetto dei proventi derivati dalle crescenti esportazioni. ( Fonte: Eesti Pank 15/06/2011)
  • I rischi connessi agli sviluppi esterni sono più delineati, ma permangono. ( Fonte :Eesti Pank 15/06/2011)
  • Il pick-up dell’inflazione, iniziato lo scorso anno, era fondamentalmente causato dall’aumento del prezzo delle materie prime ed è stato ulteriormente incrementato dalla crescente redditività delle imprese locali. ( Fonte: Eesti Pank 15/06/2011)

 

Continua, insomma quell’impetuoso trend positivo che ha permesso all’ Estonia di ricevere il Golden Swot Award “Il premio del secchione d’oro”, riconoscimento allo sviluppo economico con riferimento all’anno 2010. Dopo la crisi del 2008/2009 il Governo ha messo in atto una politica correttiva “tutta lacrime e sangue” che ha consentito al Paese di avere i conti in ordine, tanto da rendere possibile quello che un anno prima sembrava semplicemente utopistico: l’entrata nell’ Eurozona il 1° Gennaio del 2011 (diciassettesimo Paese del vecchio continente ad adottare l’Euro). Un vero e proprio miracolo economico, non riuscito alle pur virtuose Lettonia e Lituania il cui ingresso nella moneta unica, è stato rinviato al 2014 (situazione economica generale permettendo).
L’Estonia è diventato una sorta di Paese-laboratorio guardato con molto interesse dagli osservatori internazionali in vari settori: quello informatico su tutti (primo Paese al mondo a prevedere per le consultazioni elettorali politiche dello scorso marzo il voto on-line). Un Paese la cui capitale, Tallinn, sta offrendo in questi mesi una serie imponente di eventi legati alla sua nomina a Capitale Europea della Cultura 2011 sfruttando al massimo questa designazione, tanto da farla diventare un volano per tutto il settore turistico, con un flusso in entrata raddoppiato rispetto agli stessi periodi dei due anni precedenti. L’Estonia ha dimostrato ancora una volta, di essere un Paese pragmatico. Un Paese che sa soffrire, che cade ma che sa rialzarsi. Un monito e un auspicio al tempo stesso. In questo senso una realtà da studiare e, ove possibile, da imitare.

4 risposte a Il risveglio della tigre baltica

  1. L’Estonia – diciamolo chiaramente – sta dimostrando anche di essere abitata da (si può dire?) “un popolo superiore”. Esattamente 20 anni fa, all’epoca della disgregazione dell’URSS, tutti i nuovi stati partirono con le stesse condizioni; ma oggi l’Estonia ha davvero una marcia in più di Lettonia e Lituania e 3 marce in più dei grandi Slavi (Russi, Ucraini e Bielorussi, questi ultimi ancora alle prese con un totalitarismo che applica, unico in Europa, ancora la pena di morte in tempo di pace).
    L’entrata dell’Estonia nell’eurozona ha fatto benissimo a tutti gli altri ed è servito da volano per far decollare lo Stato di Tallinn.
    Ma (è il momento del “ma”) è proprio di oggi una notizia dell’istituto statistico che rivela un decremento della natalità, nei primi 6 mesi del 2011, del 10% rispetto all’anno scorso con prospettive non rosee per la seconda metà dell’anno. L’Estonia è in forte calo demografico da molti anni ed il trend non mostra inversioni di tendenza. Cosa succederà in futuro?
    Un cordiale saluto e complimenti per le notizie, sempre puntuali e perfettamente esposte, che leggo sempre con vivo interesse.

    • Gianluigi scrive:

      Per quanto riguarda il “calo demografico” credo che segni complessivamente un trend negativo dal 2003 ad oggi, anche se mi risulta che dal 2006 in poi si sia stabilizzato intorno allo 0,63% – 0,64%.

      2003 1.408.556 149 July 2003 est.
      2004 1.332.893 152 -5,37% July 2005 est.
      2005 1.332.893 152 0,00% July 2005 est.
      2006 1.324.333 152 -0,64% July 2006 est.
      2007 1.315.912 152 -0,64% July 2007 est.
      2008 1.307.605 152 -0,63% July 2008 est.
      2009 1.299.371 152 -0,63% July 2009 est.
      2010 1.291.170 154 -0,63% July 2010 est.
      2011 1.282.963 154 -0,64% July 2011 est.

      Fonte: CIA World Factbook – Aggiornato a partire da Marzo 11, 2011

      Non conosco i dati degli ultimi sei mesi, ma il tasso di “natalità” in Estonia mi risulta (Fonte:CIA World Factbook – Aggiornato a partire da Gennaio 1, 2011) nella media europea. Il calo demografico è stato molto marcato dal 1991 al 2004 (dall’Indipendenza all’ingresso nell’ UE) per poi, sostanzialmente, assestarsi. Per quanto riguarda la considerazione che l’Estonia sia abitata “da un popolo superiore” apprezzo le virgolette. Gli Estoni sono un grande Popolo ma non sono “superiori”. Di certo non sono inferiori a nessuno e hanno dimostrato nel corso della loro travagliata storia, una grande forza di reazione ed un senso di appartenenza con pochi eguali in Europa.
      Ricambio i saluti e ti ringrazio per gli spunti che offri, al fine di alimentare un confronto, magari su posizioni e con sfumature leggermente diverse, uniti da una comune e profonda passione per la “nostra amata” Estonia.

  2. Per la completezza, la fonte qualificata sui dati del primo semestre 2011 è una notizia di agenzia estone disponibile in inglese al link http://news.err.ee/fd550a09-8d53-4c4e-8ecd-cc2e874c97af
    Il calo delle nascite, nonostante le iniziative di sostegno alle famiglie promulgate nel 2010, sembra proprio legato alla disoccupazione ed all’economia familiare.

  3. ambbra scrive:

    Salve, navigando per aiutare mia figlia, studentessa di liceo,che deve fare una ricerca sull’Estonia mi sono imbattuta in questo blog molto interessante ed ho pensato che forse potrei chiedervi notizie su specifici argomenti che mia figlia dovrà studiare per un progetto che la porterà a marzo a New york all’ONU, dove, con altri ragazzi rappresenterà proprio l’Estonia.
    in particolare dovrà sviluppare:
    Topic A menagment per lo sviluppo industriale ecosostenibile
    topic B riduzione della povertà attraverso una metodologia build-operate-transfer (BOT).
    ne sapete nulla riguardo all’Estonia?

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