I taxi a Tallinn

Sebbene meno convenienti rispetto a pochi anni fa (complice forse anche l’entrata in vigore dell’euro del gennaio scorso) le tariffe dei taxi in Estonia e a Tallinn in particolare restano alquanto competitive se raffrontate a quelle italiane. Ad una prima analisi la cosa può dipendere essenzialmente da due fattori: le modeste dimensioni della città e il costo della vita. Vero. Fino ad un certo punto.

Tallinn è una città di poco più di 400.000 abitanti distribuiti su circa 160 kmq. Le dimensioni di Bologna o Firenze per intenderci. Il traffico, nelle vie della capitale estone non è quasi mai congestionato, le strade sono larghe (a parte ovviamente l’Old Town) e percorribili anche in inverno quando ghiaccio e neve sono la regola. Si potrà obiettare che il costo della vita, nella pur economicamente virtuosa Estonia, è ancora lontano dagli standard italiani. Anche questo è vero. Fino ad un certo punto.

Basta spostarsi di 80 km in linea d’aria (o se preferite di mare) a nord. Eccoci ad Helsinki, considerata tra le capitali più care d’Europa e secondo alcune recenti statistiche del mondo. L’aeroporto si trova a 25 km dal centro della città e la tariffa di un collegamento in taxi è di circa 30 euro…

                                               

Tornando a Tallinn, sebbene la città sia dotata di un ottimo sistema di trasporto pubblico (bus, filobus e tram collegano in modo capillare e con buona frequenza l’intera area cittadina) il taxi è una soluzione da non scartare a priori. A questo proposito si consideri che la maggior parte dei turisti, si sposta (prevalentemente a piedi) su un’area piuttosto limitata, in ragione del fatto che la maggior parte dei luoghi d’interesse è circoscritta all’ Old Town e alle zone immediatamente limitrofe. 

Su alcune guide si allertano i visitatori circa la possibilità di “fregature” agitando lo spettro di tariffe maggiorate “ad hoc” per i turisti. La mia personale esperienza in questo senso tende, se non ad escludere questo rischio, a ridurlo quasi a zero, a patto (ma questo vale ovunque) di rivolgersi alle compagnie ufficiali. Dal 2006, tra l’altro, vige l’obbligo di esporre in inglese sulle vetture i criteri in base ai quali vengono calcolate le tariffe.

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